Devo comprare un computer, mi dai un consiglio?

Mi vengono fatte spesso delle domande da amici e conoscenti riguardo al settore dell’informatica, spesso anche stravaganti.
Dovendo fare una classifica, la richiesta più comune in assoluto è:

Devo comprare un laptop/desktop per lavorare, mi dai un consiglio tu che sei un esperto?

Richiesta quasi sempre seguita da link a volantini pubblicitari che promuovono il modello X in offerta nella catena Y.

Di solito, si tratta di infami accrocchi consumer con un ciclo di vita che non supera i due anni, plastiche di qualità infima, sistema preinstallato pieno di bloatware e garanzia-assistenza striminzite.
Nonché, naturalmente, riparabilità e possibilità di reperire ricambi che si avvicina asintoticamente a zero non appena il modello esce di produzione.

Signora mia, cosa vuole che le dica. Really.

Qualsiasi consiglio io possa dare a riguardo, è spesso preceduto da slogan apodittici come:

Eh, ma non fanno più i computer di una volta, che duravano una vita!

Non è vero, è solo che non li trovi più al centro commerciale in super-offerta… o meglio, lì non li hai MAI trovati.
Una macchina che dura più di un paio d’anni, con costruzione e caratteristiche industry standard, è una macchina professionale.

E le macchine professionali, sono sempre state vendute per altri canali.

È vero, si è verificata una anomalia del mercato (leggi, boom dell’informatica) per la quale per diversi anni la buonissima parte dei computer disponibili sul mercato era costituita da macchine di discreto livello (IBM, Apple, NEC), che non a caso costavano parecchio ed erano pensate per professionisti… anche se poi venivano acquistate dalla famiglia media, sulla spinta della moda e di un marketing che ha cavalcato l’onda.

Un Apple Lisa 2, che nel 1984 costava circa 4000$. Chiedetevi perché nessun Apple moderno si chiami “Lisa”.

Sorpresa: questa categoria di macchine esiste ancora, ma sopratutto è diventata parecchio più conveniente rispetto a qualche anno fa, grazie ai grandi numeri dietro l’industria informatica.

Ma andiamo con ordine…

Linee guida

Vuoi fare un acquisto oculato?

Bene, la prima cosa che devi sapere è che, senza praticamente alcuna eccezione (a parte casi estremamente di nicchia che non ti riguardano, altrimenti non cercheresti un consiglio), ti converrà sempre acquistare il prodotto di un vendor Tier-1, ovvero quelli che hanno il 90% del market share e che progettano/producono ciò che vendono; i vendor Tier-1 sono HP, Dell, Lenovo, Fujitsu, Apple.

Acer, Asus ed MSI, stanno un gradino più in basso.

No, nessun assemblatore (neanche e sopratutto te stesso) può garantirti i livelli di affidabilità, integrazione delle componenti, funzionalità speciali e garanzia offerti da un produttore di primo piano.

No.

Punto.

Se hai problemi a comprendere come funzioni l’economia di scala, non posso aiutarti.

Dimmi che serie vuoi, e ti dirò cs fai? Cn ki 6 xké nn risp??

I produttori di primo piano, hanno generalmente tre linee di prodotti laptop/desktop:

  • Una serie consumer/economica, dove la variabile più importante è il prezzo d’acquisto;
  • Una serie business, dove si tende a minimizzare il TCO;
  • Una serie orientata alle performance pure.

Naturalmente, per la stragrande maggioranza degli impieghi generici, sarà da preferire la serie che minimizza il TCO.

TCO WTF!?

Ok, se sai già cos’è il TCO hai capito dove voglio andare a parare, puoi saltare a piè pari il paragrafo.

Altrimenti: read on.

Il TCO, Total Cost of Ownership o “costo totale di proprietà” è una misura di quanto costi “in totale” possedere ed utilizzare un bene, includendo tutte le spese (materiali o meno) alle quali si andrà incontro durante il ciclo di vita dell’oggetto.

Ad esempio, a parità degli altri fattori, un computer che ti faccia smadonnare perché devi riavviarlo ogni sei ore , ha un TCO più alto rispetto ad uno che funziona e basta, perché dovrai spendere delle ore/uomo per attendere che riparta.

Un altro fattore determinante nel computo del TCO potrebbe essere l’affidabilità intrinseca dei componenti utilizzati, oppure la possibilità di avere velocemente e in modo gratuito dei ricambi. Oppure ancora, la compatibilità con un software particolare, un centro assistenza in zona, delle caratteristiche tecniche che facciano risparmiare tempo.

Continuo a non capire. Mannaggia.

In soldoni, le macchine business/TCO-oriented solitamente prevedono un investimento iniziale maggiore rispetto alla controparte consumer, ma la spesa complessiva da sostenere durante il ciclo di vita della macchina è minore.
Acquistarle costa di più, ma poi si ripagano.

Insomma, alla lunga convengono. Ecco.

Bestiario

Quali sarebbero queste famigerate macchine business/TCO-oriented? Facciamo un po’ di esempi, soffermandoci ad esempio sui laptop (il settore trainante del mercato):

  • Lenovo ThinkPad;
  • HP Zbook / EliteBook;
  • Dell Latitude / XPS (gli ultimi XPS sono Precision senza GPU discreta).
Cinque tasti fisici, touchpad e TrackPoint (il pallino rosso in alto a destra). Ditemi ancora che voi col portatile usate il mouse esterno.

Cosa hanno in comune queste alternative?

  • Garanzia di almeno 3 anni on-site, spesso espandibile. On-site, vuol dire che aprite un ticket online o telefonicamente, e dopo al più quattro giorni un tecnico recapita e installa fisicamente la parte di ricambio a casa vostra;
  • Espandibilità e possibilità di sostituire storage e RAM senza rendere nulla la garanzia. Disponibilità di ricambi a lungo termine (anche dieci anni);
  • Costruzione, design delle componenti e robustezza anni luce qualsiasi portatile consumer;
  • Parecchie porte fisiche, anche legacy;
  • Buona compatibilità con sistemi Linux;
  • Dispositivi di puntamento avanzati (ah, la TrackPoint!), tastiere resistenti all’acqua, lettori di impronte digitali, possibilità di gestione remota della macchina (vPro) e tante altre features enterprise-grade.

A questo c’è da aggiungere la personalissima considerazione che utilizzare un dispositivo di elevata qualità ripaghi in soddisfazione personale; qualcosa difficile da quantificare economicamente, ma sicuramente percepibile se questo si utilizza su base giornaliera.

L’elefante nella stanza / e il coccodrillo?

Vi starete chiedendo: perché citi la Apple, che ha di fatto una sola linea di prodotti? La Apple è un caso particolare: fino a qualche anno fa vendeva solamente macchine business-grade, affidabili e di solito ben costruite, nonché espandibili/riparabili con una discreta facilità.

Sì, costavano care ed erano superiori alla concorrenza semplicemente perché appartenevano ad un’altra catergoria.
Le ultime incarnazioni (fine 2016) sono dei gingilli consumer ben costruiti, ma che mancano di alcune caratteristiche fondamentali per poter rientrare nella denominazione, ad esempio, di business laptop.

http://xkcd.com/243/
Nomen omen.

So what?

In sintesi: per fare una buona scelta, selezionate sempre macchine business-grade; le aziende sono sempre molto più attente del consumatore al ritorno dell’investimento, quindi difficilmente troverete modelli poco convenienti o di bassa qualità cercando nelle giuste famiglie di prodotti.
Spesso è saggio partire con la minima configurazione che soddisfa i propri requisiti, e aggiungere via via componenti alla bisogna.

Ciò detto, a me piacciono parecchio i ThinkPad. Ma anche l’XPS13 non è affatto male.
Riguardo i desktop, la serie Z di HP è fantastica; per qualunque carico più grosso di quello che possano reggere queste macchine, userei comunque un server.

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